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Editoria e mondo arabo: una donna punta al futuro

20 novembre 2015

Il volto del Medio Oriente che ci piace: una fiera letteraria che si impegna per dare voce all’editoria, e a creare cultura e rispetto delle diversità.

Stiamo parlando della Sharjah International Book Fair, che si è tenuta in uno dei sette Emirati Arabi, Sharjah appunto, a pochi chilometri da Dubai, dal 4 al 14 novembre. Una fiera internazionale nata 34 anni fa per unire, in un grande evento mondiale, il meglio della letteratura del mondo arabo, favorendo l’incontro e la condivisione con altre culture.

Attualissimo il tema di questa edizione, dal titolo The Publishing Industry: Prospects and Challanges of the Digital Age, incentrata sui cambiamenti nel mondo dell’editoria generati dall’avvento del digitale. Come ha sottolineato Alec Ross, social media manager della campagna per le elezioni del prossimo presidente americano, nell’era dei social network, dei post brevissimi, letti in poco tempo e con scarsa attenzione, il compito dell’editoria è quello di fornire contenuti di qualità, durevoli nel tempo e al contempo accessibili a tutti.

La chiave del successo è stare al passo coi tempi e cogliere le nuove opportunità, come ha spiegato bin Muhammad Al – Qasimi, sultano dell’emiro di Sharjah, docente di storia e autore di numerose pubblicazioni. 

Un pensiero condiviso anche dalla figlia del sultano, Bodour bint Sultan Al – Qasimi, una figura molto influente nel mondo dell’editoria araba; fondatrice e direttrice della casa editrice per bambini Kalimat, è a capo della Emirates Publishers Association e inoltre dirige la International Board on Books for Young People, un’organizzazione no profit nata con la missione di avvicinare, in tutto il mondo, i bambini e la lettura.L’impegno di Bodour bint Sultan Al – Qasimi per la lettura accessibile a tutti è a 360 gradi, come dimostra la decisione di tradurre i libri della sua casa editrice in braille, per raggiungere un numero sempre maggiore di lettori, ed è riconosciuto a livello mondiale, tanto che la rivista Forbes l’ha inserita nella lista delle 200 donne più importanti dell’Arabia Saudita.

Un messaggio positivo per tante ragioni; in un periodo storico caratterizzato dall’incertezza, è importante sapere che la diffusione della cultura resta un tema di grande attualità. Ed è importante riconoscere che in un paese in cui le donne faticano ancora a trovare un ruolo di primo piano, sia proprio una di loro a farsi portavoce della promozione culturale nelle nuove generazioni, che avranno dunque nuovi mezzi per combattere la guerra quotidiana contro gli orrori del terrorismo.

 

Per approfondire:

http://www.thenational.ae/arts-life/books/sharjah-international-book-fair-only-gets-bigger

 

http://mg.co.za/article/2015-11-08-sharjah-intl-book-fair-literature-is-a-weapon-of-progress

SCRITTO DA La Redazione
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