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Franco Zanichelli: l'Autore di Under e Over

12 aprile 2018

Concludiamo le interviste al trio di Autori premiati durante il 3° Concorso Letterario Nazionale di BookTribu con il vincitore del Premio Mainstream: Franco Zanichelli.

Ciao Franco, e complimenti per il Premio che hai conquistato. Chi sei? Raccontaci qualcosa di te.

Sono nato qualche anno fa a Reggio Emilia dove tuttora risiedo. Insegnante di educazione fisica in pensione e maestro di tennis, mi sto dedicando da qualche tempo a numerosi hobby, fra i quali la scrittura, la musica, segnatamente chitarra da accompagnamento, le bocce, le amicizie e altre cose belle.

Come hai scoperto BookTribu e quali aspetti della community ritieni più interessanti?

La comune passione per la musica mi ha fatto conoscere un amico che mi ha parlato di Booktribu e della 3° edizione del Concorso Letterario al quale ho partecipato, direi con successo. Apprezzo la possibilità di far conoscere i miei lavori a un’ampia platea di lettori e di conoscere altri scrittori o aspiranti tali. La premiazione alla Fiera Internazionale dell'Editoria di Milano, Tempo di libri, quale finalista del Concorso, è stata poi la ciliegina sulla torta. 

Hai detto di aver iniziato a scrivere solo pochi anni fa, come è nata l’idea?

La mia professione mi ha messo in contatto col mondo dello sport in tutti i suoi aspetti positivi e negativi, e mi ha dato modo di osservare tutti i tic collettivi che lo permeano. In tasca avevo sempre un taccuino su cui annotavo le cose che mi colpivano, che mi facevano divertire o arrabbiare; foglietti che per caso sono capitati in mano a un docente dell’Istituto universitario di scienze motorie di Padova che me li ha fatti mettere in ordine per poi pubblicarli col titolo “Sport... e così sia”; libro poi adottato per due anni quale testo di lettura per gli studenti del primo anno.

Un colpo di fortuna; ci vuole anche quella!

Hai un passato da insegnante di educazione fisica e da maestro di tennis. Se dovessi dire solo una cosa che hai imparato da queste esperienze, cosa diresti?

A guardare con curioso interesse tutte le cose e le persone che hanno attraversato e attraversano il mio cammino. 

Sei passato dal raccontare il mondo dello sport a raccontare… la vita: cosa ti ha spinto a questa scelta? 

Ho iniziato guardando dapprima al mondo dello sport, ma piano piano ho allargato il mio raggio d’azione dedicandomi a osservare i fatti della vita di tutti i giorni, le piccole occasioni d’esistenza apparentemente insignificanti ma in realtà fulmineamente rappresentative del nostro a volte dissennato modo di vivere. E, usando sempre il metodo del taccuino sul quale scrivere di getto tutto ciò che mi dà emozione, ho cercato poi di raccontarlo attraverso la coloritura dell’ironia e del fantastico/assurdo.

Dovendo riassumere in poche righe “Under e Over” cosa diresti?

Il sottotitolo recita “La vita da angolazioni diverse”; si tratta di un insieme di spunti narrativi, a volte semplici flash emozionali che portano spesso al sorriso, pieno di scoperte e di speranze nel bambino, soffuso di nostalgici ricordi nel nonno il quale, anche attraverso l'affetto per il nipote che tanto gli somiglia, non vuole rinunciare alla gioia di vivere.

C’è qualche passaggio del libro che è legato alla tua vita personale?

Come succede alla maggioranza di scrittori alle prima armi, nel libro sono presenti numerosi aspetti della mia vita personale, conditi però da altrettanto abbondanti invenzioni di pura fantasia.

Stai già lavorando al prossimo romanzo? Puoi darci qualche anticipazione?

Il mio libro di maggior successo è stato “Così è la vita, più o meno”, uscito qualche anno fa: un collage di racconti brevi sulla vita di tutti i giorni, un invito a una lettura ironica della nostra quotidianità. Sto preparando pezzi nuovi per una seconda edizione.

Consigliaci un libro non tuo e il motivo per il quale ci sei affezionato.

Ho cominciato a leggere solo nella terza età, ho quindi poche letture al mio attivo: mi mancano tutti i classici o quasi. Un classico, se così si può definire, che mi ha colpito particolarmente è “Furore” di John Steinbeck.

Che consigli daresti agli aspiranti scrittori che si affacciano al mondo dell'editoria?

Di leggere molto, di frequentare gruppi di lettura, e di affidarsi a qualcuno che ne sappia di più (editor o simili). Sul piano operativo di non lasciare decantare idee o emozioni ma di trasferirle subito sulla carta, dandosi il tempo di limarle, correggerle e arricchirle in seguito.

Che cosa ti aspetti dal prossimo Contest Letterario di BookTribu?

La possibilità di rimettermi ancora una volta in gioco. Per uno della mia età è fondamentale.

 

SCRITTO DA La Redazione
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