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Gli autori di BookTribu: Maggie Van Der Toorn

05 marzo 2015

L'appuntamento con le interviste ai membri della community di BookTribu oggi è dedicato all'autrice Maggie Van Der Toorn.
Conosciamola meglio grazie a qualche domanda.

Da quanto tempo scrivi e come mai hai iniziato?
Scrivo praticamente da sempre, certo non con gli stessi risultati all'inizio. Sono nata e cresciuta in Olanda, mi sono trasferita in Italia all’età di diciannove anni, quindi ho frequentato le scuole olandesi dove è usanza, fin dalla prima elementare, pubblicare un giornalino mensile. Scrivevo racconti, semplici, per una bambina di sei anni; poi ho proseguito, a casa, scrivevo anche durante il pranzo. Conservo ancora alcuni quaderni di quegli anni. Grazie alla lingua del mio paese adottivo ho trovato il miglior modo per esprimere i pensieri e per trasformarli in racconti e sceneggiature. Esprimo la fantasia seguendo il filo delle emozioni, mi piace creare dei chiaro-scuri, alternarsi di luci ed ombre. Scrivo per mescolarmi con l'anima del lettore o con chi mi segue negli eventi teatrali che organizzo.

Hai dei modelli letterari oppure un genere che trovi più congeniale?
Mi piacciono tutti i generi, un po’ meno i chicklit. Sono attratta dallo stile di scrittura e non dal genere; infatti se vengo rapita da un libro, succede fin dalle prime pagine. Il mio modello letterario è sicuramente Dacia Maraini per il suo stile di espressione così coinvolgente e la semplicità del suo linguaggio, per quanto riguarda il cinema, Giuseppe Tornatore per l’imprevedibilità e la perfezione. Pur tuttavia, questi esempi così illustri mi spingono a cercare uno stile mio, originale, riconoscibile, che richiami le icone dell’Arte, ma che non ne copi i tratti. Mi definisco una “Emotioner”. Mi spiego: scrivere è la mia arte primaria, ispirata dalla mia fantasia, che mette poi in moto tutto il resto. Mi sento come un’artista nomade che esplora realtà e fantasia da più punti di vista. Mi esprimo nel disegno, nel teatro e nel cinema. Il punto focale è l’assecondare e ri-trasmettere le mie emozioni, da qui il termine di “Emotioner”, induttore di emozioni.

Preferisci scrivere racconti o romanzi?
Facile: mi piace scrivere. Ho scritto numerosi racconti, alcuni sono stati premiati, altri pubblicati in antologie e mi sono esercitata a "costringere" alcune emozioni in scritti di breve respiro, dove l'attenzione è rivolta al culmine dell'azione o della riflessione. Ora sto scrivendo il mio primo romanzo, un lavoro molto più lungo e complesso, dove sto entrando nell'analisi profonda del mio personaggio, cercando di cogliere tutto il mondo intorno per elaborarlo e trasformarlo in un filo lungo e coinvolgente.

Hai già pubblicato qualcosa o sei un'esordiente?
Ho scritto racconti per diverse antologie, ne cito alcune, tutte edite da Giulio Perrone Editore: In giro per l’Italia in Vespa, Se soltanto partissimo, Racconti sotto l’ombrellone. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro, una raccolta di racconti intitolata “Labirinti” edita da L’erudita, collana della casa editrice Perrone.

L’ultimo libro che hai letto e cosa ne pensi?
L’ultimo libro che ho letto è “Alina. Autobiografia di una schiava” di Giovanni Garufi Bozza. Alina rappresenta tutte quelle donne che quotidianamente vivono intrappolate dentro muri invisibili, costruiti da chi si mostra più potente di loro, fatti di gesti, azioni ma anche di parole, costrette nelle diverse situazioni a tenere la testa a galla per cercare quell’orizzonte raggiungibile solo se ne hanno la possibilità e, soprattutto, il coraggio. L’autore mostra un percorso complicato in cui si attraversano vallate immense, scure, senza luce, strade ripide illuminate e discese veloci come le montagne russe per poi ritrovarsi su un ponte, in un oasi di pace per fare quella scelta che solamente noi stessi siamo in grado di fare. Un libro audace, intraprendente, creativo, scritto in maniera lucida e dettagliata che alla fine riserva una piacevole sorpresa. Ora ho appena iniziato a leggere “Morte di un uomo felice” di Giorgio Fontana e mi ha catturato fin dalla prima pagina.

Come hai scoperto BookTribu e quali aspetti della community ritieni più interessanti?
Ho scoperto Booktribu tramite un'amica. Prima di tutto ne apprezzo molto la grafica, ma è soprattutto l’iniziativa a colpirmi. È una community che offre la possibilità di pubblicarsi e acquisire visibilità, è un portale dove ci si incontra, un’ottima opportunità per gli esordienti, spesso vittime di case editrici che fanno molto marketing, ma poca vera cultura. BookTribu è un’iniziativa giovane e frizzante, facile da usare, un buon metodo per chiunque voglia mettersi in gioco, per chi ama scrivere, leggere e scoprire nuovi talenti. E soprattutto per mettere in contatto chi ha voglia di esprimersi e di uscire dall'ombra del dilettantismo. E io ho voglia di scrivere e di emozionarvi... l'avevo già detto?

SCRITTO DA La Redazione
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