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Il classico da rileggere: Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia

16 novembre 2015

«Sai cos'è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando.»

Abbiamo scelto di ricordare lo scrittore Leonardo Sciascia, a 26 anni dalla morte, con il romanzo Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia, scritto nel 1977.

Un romanzo che potremmo definire il racconto di molteplici viaggi; il viaggio formativo del personaggio principale, Candido appunto, dall’infanzia all’età adulta, quello storico del nostro paese, dal fascismo al comunismo, e quello personale del lettore, che si snoda lungo le molteplici citazioni e i continui riferimenti di Sciascia ad altre opere letterarie.

È la Sicilia del secolo scorso lo sfondo principale dell’opera, scritta nel 1977; protagonista assoluto è Candido, nato appunto in Sicilia nel luglio del ‘43, durante i bombardamenti americani. Il romanzo è costruito sul racconto dell’infanzia e poi della giovinezza del ragazzo, di cui Sciascia narra il percorso di formazione negli anni del dopoguerra; i precari rapporti famigliari, le amicizie, la scoperta dell’amore, il rifiuto della religione, la delusione politica, i viaggi all’estero.

Con Candido Sciascia mette in scena un romanzo di formazione che è al contempo un lungo cammino nella letteratura, italiana e straniera; un cammino esplicitato fin dal titolo che richiama, da un lato, il celebre Candide di Voltaire, dall’altro il Sogno fatto a Mantova di Yves Bonnefoy. Ma in tutta la trama si inciampa in continui riferimenti letterari, passando dai candelabri dei Miserabili agli scritti di Gramsci e Marx, con cenni alla psicanalisi di Freud e all’Amleto di Shakespeare.

Il tutto raccontato con una prosa lineare e semplice, ma al contempo ricca di ironia: Sciascia non rinuncia al gusto sottile della presa in giro, raccontando un delicato momento della nostra storia attraverso gli occhi puri e incontaminati del giovane Candido, che scopre il mondo, come noi del resto, un pezzetto alla volta. 

SCRITTO DA La Redazione
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