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Il Classico da rileggere: La piramide rovesciata di Jonathan Wilson

30 maggio 2016

La 61esima finale di Champions se l'è giudicata proprio questo fine settimana il Real Madrid, dopo un match sofferto contro l'altra squadra madrilena, l'Atlético.

Quando c'è in ballo un trofeo importante, che sia una coppa internazionale, uno scudetto o magari una finale mondiale, anche chi non si interessa abitualmente di calcio segue con passione lo scontro, il più delle volte senza capire granché di quello che accade in campo. Termini come “fuorigioco”, “rabona” o “tackle” suonano del tutto sconosciuti per il tifoso occasionale, che in queste occasioni resta in silenzio, e per capire quello che fanno i giocatori si affida a chi ha più esperienza di lui. Se vi riconoscete a pieno in questa descrizione e cercate qualcuno, o qualcosa, che vi insegni a orientarvi meglio nel confuso ma avvincente mondo del pallone, La piramide rovesciata è il libro che fa per voi. Lo ha scritto Jonathan Wilson, giornalista sportivo di origine scozzese, e racconta la storia del calcio fin dai suoi albori, quando era ancora una disciplina dilettantistica. Allora, racconta Wilson, non esisteva ancora il concetto di tattica e regnava il caos: i giocatori dribblavano gli avversari senza alcuna logica, e consideravano il passaggio al compagno roba da femminucce. Solo negli anni successivi questo sport ha assunto una struttura più definita, e si è diversificato a seconda del paese in cui si gioca: i sudamericani hanno dato creatività al gioco, i paesi dell'Europa centrale e orientale hanno unito la tecnica individuale con il gioco di squadra. Wilson racconta l'evoluzione di uno degli sport più amati del mondo con precisione, alternando la spiegazione tecnica agli aneddoti poco conosciuti, riuscendo a catturare anche il lettore più ostico.

Gli Europei di calcio sono alle porte e mancano solo due anni dai prossimi Mondiali: se non volete arrivare impreparati, fate un salto in libreria!

SCRITTO DA La Redazione
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