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Il lettore forte è chi riesce a imparare da ciò che legge

06 giugno 2018

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata ai Lettori forti. Questa volta non si tratta solo di una lettrice, ma anche scrittrice. 

Si chiama Yami, ha 33 anni ed è siciliana. Il suo romanzo d’esordio è Immagina (Sangel Edizioni, 2011, Libro Aperto International Publishing, 2014), un fantasy horror e psicologico. In seguito ha pubblicato raccolte di racconti noir come Black & Noir(Kimerik, 2014) e fantasy come Il bambino di latte e altre storie (Kimerik, 2015). Con altri circa quaranta lavori, quali racconti, favole, haiku e aforismi, Yami ha ricevuto meriti e premi in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali. Ha lavorato inoltre nella redazione di alcuni blog letterari e case editrici. 

Ma Yami non si occupa solo di libri. Si è occupata anche di articoli e recensioni di album e video musicali, anime e manga, serie tv e live action di produzione orientale per il web magazine indipendente Little Sweet Dream. Coltiva varie passioni: oltre la scrittura e la musica, anche il cosplay e il disegno.

Ciao Yami, quanto tempo della tua giornata occupa la lettura? E cosa leggi? 

Per lavoro in realtà mi trovo a leggere spesso e di tutto. Per esempio ho fatto parte dello staff della Booksprint Edizioni come collaboratrice esterna ed ero incaricata della lettura, analisi e valutazione di testi di vario tipo (romanzi, raccolte di poesie, antologie, saggi, guide) e al momento ricopro lo stesso ruolo per la Casa Editrice Kimerik. Anche come Lettrice forte per BookTribu mi sono ritrovata a leggere parecchio. 

Quando invece scelgo io liberamente cosa leggere, preferisco i fantasy, i gialli e gli horror. 

A quali concorsi di BookTribu hai partecipato?

Solo al secondo. 

Cosa ne pensi di questa modalità del concorso: ovvero lasciar fare una prima selezione dei manoscritti ai cosiddetti lettori forti?

Penso sia una scelta quasi obbligata: è importante far leggere i testi a un pubblico che sia il più numeroso ed eterogeneo possibile, proprio perché sarà questa la tipologia di lettori alla quale andrà incontro un prodotto finito e pubblicato. 

Inoltre non sempre la valutazione tecnica di una giuria di professionisti tiene conto degli standard e del gusto del pubblico: tante volte è stato dimostrato che un testo osannato dalla critica e addirittura premiato in vari concorsi letterari è stato poi bocciato dal pubblico e viceversa.
Oltretutto tra i lettori forti non ci sono solamente coloro che “divorano libri” per passione, ma anche chi si è già cimentato a sua volta con la scrittura e la pubblicazione di qualche lavoro e magari ha anche partecipato ad altri concorsi letterari stando dall’altro lato della barricata, quindi ha alle spalle un’esperienza e una preparazione valide.

Cosa significa essere lettori forti? Leggere tanto o anche qualcosa in più?

Credo che ognuno possa avere un’opinione diversa sul concetto di lettori forti: l’opinione comune, da quel che ho potuto constatare, accosta questo titolo (o altri affini) semplicemente a chi legge in media dai 5 ai 10 testi al mese; personalmente ritengo che un lettore fortenon sia solo questo, ma anche chi riesce a imparare da ciò che legge, ovvero chi impara a individuare i vari stili di scrittura, il tipo di struttura di una trama, riuscendo ad acquisire nozioni e competenze che gli permettano di esprimere un giudizio che non tenga conto unicamente dei propri gusti personali.

Qual è il tuo metodo per valutare un libro? Quali criteri usi e a cosa dai maggior peso?

Quando valuto un libro tengo conto di varie cose. La lettura deve essere scorrevole e piacevole, con un font adeguato per non stancare gli occhi; la trama deve essere stimolante, deve suscitare curiosità e non divagare troppo su argomenti secondari e irrilevanti; i personaggi devono essere ben costruiti, avere un fascino particolare, interagire con naturalezza, proprio come se si muovessero nella realtà, senza forzature o anacronismi illogici; il ritmo deve mantenersi costante, senza accelerare in maniera caotica o arenarsi. Infine, naturalmente, il testo deve funzionare dal punto di vista grammaticale e sintattico: qualche refuso è comprensibile, ma quando errori e ridondanze sono frequenti e le costruzioni sintattiche sono rimescolate, anche se tutto il resto funzionasse, non potrei “chiudere un occhio”.

In sostanza nel complesso deve esserci equilibrio e il testo deve riuscire nel suo scopo di intrattenere raccontando una storia che lasci un messaggio, un’idea o dei valori.

Quante persone intorno a te leggono? Credi si possa parlare di un vero e proprio declino della lettura? 

Mio padre è un lettore appassionato e entrambi i miei genitori mi hanno sempre comprato libricini, favole e romanzi d’avventura, per cui la lettura è stata fin da subito un’attività quotidiana, piacevole e naturale per me. 

Conosco tanti lettori, ma anche tanti scrittori, che sono quasi più numerosi dei primi, il che fa pensare che oggi ci siano più persone disposte a raccontare ma non altrettanto inclini a leggere e apprendere dagli altri, e lo trovo un paradosso. 

Sicuramente rispetto agli anni passati la lettura è in declino, ma la colpa non è da attribuire alla tecnologia, ai videogiochi o alle altre attività, ma a quei genitori che evidentemente trovano più facile e sbrigativo piazzare i propri figli davanti a uno schermo, che sia la tv, il tablet o lo smartphone, anziché far provare loro il piacere della lettura. Io penso che se solo provassero a leggere un genere vicino ai propri interessi, manterrebbero poi quest’abitudine in maniera naturale: non ci si può annoiare leggendo qualcosa che stimola e appassiona. 

Quali libri hai letto di BookTribu e quale (o quali) ti sentiresti di consigliare alla community?

Mi è piaciuto particolarmente L’alfabeto della mente. Lo consiglio perché è ben scritto, l’intreccio è ben strutturato e la rielaborazione delle teorie di Jung è molto interessante.

 

SCRITTO DA La Redazione
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