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"Esercitarsi sempre e non accontentarsi mai del risultato". Francesco Montibello, illustratore di Quei giorni che erano a colori

18 dicembre 2020

Oggi è il turno dell’intervista a Francesco Montibello che ha vinto nell’ultimo concorso con la copertina del libro di Antonio Giardina: “Quei giorni che erano a colori”.

Artista giovane ma pieno di spunti artistici, creativi e culturali!

 

Dove nasce la tua passione per l'arte? Come l'hai coltivata?

Come in molti casi, sin da bambino, quando le domeniche accendevo la Tv e seguivo Passepartout di Philippe Daverio, di cui quest'anno piangiamo la scomparsa; poi le collane di Storia dell'Arte in edicole mentre, come ogni giorno, riempivo fogli e fogli di disegni e schizzi cercando di replicare le composizioni delle opere che vedevo e che mi piacevano. Una passione che cresceva ogni anno sempre di più e che mi ha portato a migliorare tecniche, stile, composizioni e a saperne sempre un po' di più di arte.

Hai illustrato la copertina di "Quei giorni che erano a colori": cosa ti ha colpito maggiormente del romanzo?

Nonostante sia ambientato in un periodo storico che non ho vissuto, il romanzo è riuscito a trasmettermi quel senso di nostalgia e legame con il passato che ogni tanto ci assale : leggendo tra le pagine era come se sentissi le note nostalgiche e un po' melanconiche di Giù la Testa di Morricone.   

Hai degli artisti a cui ti ispiri e a cui aspiri? 

Si, molti; tralasciando quelli delle epoche passate, che considero inarrivabili per me, sia per stile che per contesto storico (e quindi background personale), ho diversi modelli contemporanei. Figura decisamente importante è stato, ed è, il mio docente di Concept Art a Milano, nonché mentore e amico, Federico Ferrarese: le sue lezioni, i consigli, gli esercizi hanno contribuito ad affinare la tecnica, a svilupparne altre e quindi a poter esprimermi anche in altri modi. 

Piotr Jablonski e Jacub Rozalski sono altri due importanti artisti le cui tecniche mi affascinano molto: sto lavorando molto sul loro metodo e sul processo creativo che adottano, un po' anche sulle tematiche e poter affermarsi come lo  loro sarebbe sicuramente un traguardo eccezionale. Per le tematiche e i soggetti, ma decisamente non per lo stile, sono molto vicino alla vecchia guardia della Osprey Publishing: Angus McBride, Peter Connolly, Graham Turner, Graham Sumner,Steve Noon; nessuno ha illustrato, e illustra, la Storia come loro.

Come definiresti il tuo stile? Lavori anche con altre forme d'arte?

Lo studioso d'Arte Roberto Longhi forse lo definirebbe "plastico", carico di quel colore/riempimento e di quell'insieme di dettagli con non rilegano l'opera all'iper-realismo; in ogni caso è molto difficile definire uno stile in questo periodo storico: tutti sperimentano, cambiano, si mettono in gioco in più modi e non vi è una corrente artistica vera e propria come accadeva in passato: esistono le mansioni. Le forme d'arte con le quali ho a che fare sono la Concept, il Gaming e l'Animazione, in qualche modo sempre condizionate dalla Grafica.

Che consiglio daresti ai giovani amanti del disegno che sognano una carriera nell'arte?

Sono io stesso ancora abbastanza giovane per dare consigli; ciò che mi sento di dire, forse banale ma semplice e diretto: esercitarsi, sempre, non mollare mai; perseguire il proprio obiettivo e non accontentarsi mai del risultato, cercando sempre di migliorare le proprie capacità. Almeno, questo è ciò che mi è stato trasmesso negli anni di studio.

Come hai conosciuto BookTribu e la community? Cosa ne pensi?

Cercando online di libri e concorsi di grafica; essendo abbastanza pessimista sull'andamento culturale che ha intrapreso la nostra società e civiltà, penso di non esagerare troppo paragonando Booktribu a uno dei monasteri che costellavano l'Europa Alto medievale squassata da invasioni ed epidemie. Lo considero un ambiente molto stimolante e creativo.

Se BookTribu è davvero una felice isola di cultura e creatività non possiamo che esserne contenti e ringraziare artisti come Francesco e tutti gli altri illustratori, gli autori e i lettori; il valore di BookTribu si fonda davvero nella sua community e le splendide pubblicazioni che ne escono sono la prova.

Grazie ancora a Francesco e in bocca al lupo per i suoi progetti futuri!

A presto Tribù

 

SCRITTO DA La Redazione
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