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Intervista al Libraio: Luca Ambrogio Santini

27 gennaio 2016

L’inizio di questa storia lo avrete già sentito: una libreria storica milanese è costretta a chiudere a causa delle difficoltà economiche, e a nulla valgono appelli e iniziative per salvarla. Ma il seguito vi sarà certamente nuovo: il libraio in questione, Luca Ambrogio Santini, pur non avendo più un negozio, decide di continuare l’attività e, in sella alla bicicletta, da un paio d’anni fa il libraio itinerante. A noi ha raccontato come è nata Libri sotto casa, e come è cambiata la sua professione da quando il negozio è diventato su due ruote.

Da un paio d'anni hai avviato un progetto, "Libri sotto casa". Di che cosa si tratta?

Quando ho dovuto chiudere la mia libreria, la Largo Mahler, ho pensato ad una maniera nuova per continuare a svolgere la mia attività al servizio del quartiere in cui vivo. Ora ho quindi una libreria itinerante, LibriSottoCasa, che provvede a soddisfare le esigenze dei clienti con consegne  a domicilio, normalmente effettuate in bicicletta; con ricerca di libri rari; con l’apertura di piccoli “corners” presso negozi amici dove posso continuare a presentare i libri da me proposti; ad essere presente con il mio banchetto presso presentazioni, iniziative culturali, concerti feste di piazza, mercatini; ad organizzare settimane del libro nelle scuole o reading in caffetteria; al banchetto con il mio amico Ernesto, poeta e contadino, sotto l’insegna PATABOOK presso i mercatini biologici.

Come scegli i titoli da proporre ai lettori?

Le scelte derivano dai miei gusti personali, dalle mie letture, dalle recensioni su giornali o web, dai pareri dei miei clienti (lo scambio di opinioni tra il libraio e i suoi clienti è determinante per differenziare una libreria indipendente rispetto a quelle di catena).

Quale è stata la risposta dei tuoi concittadini alla tua iniziativa?

Molti di coloro che già conoscevano la mia attività mi è rimasta fedele, ha capito che anche senza un luogo tradizionale dove esercitare la mia attività io continuavo a svolgerla con la stessa professionalità, continuando a consigliarli e a tentare di aiutarli nelle loro ricerche. Sono in generale dispiaciuti di non poter più godere di una libreria come luogo dove si intrecciavano le storie e le vite del quartiere. Però penso gradiscano il nuovo rapporto personale che si è instaurato con ognuno di loro. Pochi sono i nuovi clienti acquisiti, ma qualcuno c’è e ne vado fiero. Spero che aumentino di numero con le novità che sto studiando per il futuro della libreria.

Hai mai pensato di esportare questo progetto in altri quartieri di Milano, o magari in altre città?

Faccio già tanta fatica a star dietro da solo agli ordini, alle richieste più strane, agli acquisti, alle consegne, alla preparazione dei banchetti. Non ho velleità di creare una catena di librerie itineranti, anche se proprio in questo periodo sto iniziando a dialogare e collaborare con le altre pochissime realtà itineranti in Italia (sto tentandone il censimento e con molte sfumature diverse ne ho trovate sette).

In un momento in cui si legge sempre meno, cosa potrebbero fare secondo te i comuni, le associazioni, le biblioteche per stimolare alla lettura?

Secondo me tutto dipende dalla scuola ed una scuola che non insegna l’amore per la lettura ha fallito uno dei suoi compiti. Basilare lo sviluppo delle biblioteche, che se ben gestite, con le giuste risorse a disposizione, possono diventare il baluardo della cultura cartacea e non. Tutti quanti uniti dobbiamo comunque pensare ad iniziative che vadano a cercare il pubblico non ad attenderlo al chiuso delle “accademie”. Ecco perché la mia attività per “strada” credo possa avere una valenza positiva anche seppur modesta.

BookTribu crede nel rapporto attivo tra lettore e scrittore. Quale è il tuo pensiero?

Nella mia attività ho conosciuto molti scrittori, ed anche molti che avrebbero voluto diventarlo. Molti mi hanno fatto leggere le loro opere già pubblicate o ancora in cerca di editore. Come lettore ho fatto loro le mie critiche, ho dato dei suggerimenti, li ho aiutati nelle loro ricerche. Ovvio che conoscendo un autore se ne può apprezzare meglio l’opera (ma anche disprezzarla per via di un’antipatia).

Come vedi il futuro di "Libri sotto casa"?

Per una realtà così minuscola come la mia è difficile credere in uno sviluppo con crescite esponenziali. Pian pianino sto allargando la cerchia dei negozi amici con la presenza dell’esposizione e la vendita dei libri da me proposti. Ora sono tre: una caffetteria; un parrucchiere e tattoo; un negozio di strumenti e spartiti. Poi sta arrivando la mia nuova cargo-bike, una libreria a pedali che presto scorrazzerà per le strade della mia zona. Infine dovrebbe presto partire un nuovo sito dove sarà per tutti più facile trovarmi e ordinarmi libri, ma anche scambiare pareri su ciò che si è letto o che si vorrebbe leggere: un po’ come si faceva “in carne e ossa” alla Largo Mahler.

Di solito sei tu che consigli i libri alle persone: tu da chi ti faresti consigliare, nella scelta di un buon libro?

Come scrivevo prima, dai miei clienti. I miei clienti sono fucina di tantissime indicazioni e consigli. Tante volte ho scoperto attraverso di loro libri che il mercato o la critica aveva snobbato. Si chiama “passaparola” ed è la base del mio mestiere, il mestiere più bello del mondo.

SCRITTO DA La Redazione
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