ScriviBookTribu News

Intervista all’Autore: Giuseppe Graceffa

09 marzo 2016

Incontrare un autore significa sempre conoscere un mondo nuovo. In quello di Giuseppe Graceffa c’è spazio per i romanzi fantasy, ma anche per i fumetti e i videogiochi: venite a scoprire cosa ci ha raccontato!

Ciao Giuseppe, partiamo dall’inizio. Cosa ti ha spinto a diventare uno scrittore?

È difficile dirlo con precisione. Scrivere è una passione che nasce con discrezione e che cresce lentamente dentro di te fino a diventare irrefrenabile. Essenzialmente però posso dire che ho cominciato a scrivere per la necessità di raccontare storie e sono diventato uno scrittore per la voglia di trasmettere emozioni. È stato un processo lungo, innanzitutto di consapevolezza di se stessi, perché pubblicare un libro significa donare una parte di sé ai lettori e devi essere pronto ad accettare il fatto che la gente leggerà ciò che scrivi e si farà un giudizio personale su di te e sul tuo lavoro.

Hai sperimentato diversi generi e diverse forme di scrittura, ce n’è una che ami particolarmente?

Per quanto riguarda i generi, amo particolarmente la fantascienza e il fantasy, sia come lettore che come scrittore. Sono i generi che prediligo perché mi permettono di lasciar volare la fantasia, di creare mondi e storie che altrimenti non potrei realizzare se fossi rinchiuso nello stretto alveo di un romanzo realistico. Ma visto che amo contraddirmi, ti dirò che mi sto cimentando proprio nella stesura di una raccolta di racconti realistici ambientati nella Sicilia del passato.  Per quanto riguarda le forme di scrittura invece, amo molto scrivere sceneggiature sia in ambito cinematografico che fumettistico. Il problema di uno sceneggiatore però è che deve necessariamente trovare altre persone che possano tradurre la sua storia in una vera e propria opera. Un regista o un disegnatore infatti sono assolutamente necessari affinché una sceneggiatura diventi un film o un fumetto. La prosa invece mi permette di essere completamente libero, di non dover sottostare a mediazioni e di poter mettere tutto me stesso in quello che scrivo.

Il tuo ultimo romanzo, Il sigillo di Khor, è un’opera di fantascienza: da dove è nata l’ispirazione?

Volevo scrivere un romanzo fantasy secondo i miei canoni. Un fantasy cioè ricco di azione e di colpi di scena che non annoiasse mai il lettore ma che lo tenesse incollato alle pagine fino alla fine. Anche in questo caso l’ispirazione, nasce, cresce e si modifica con il tempo. Dell’idea originale del libro infatti è rimasto ben poco nella stesura finale. È stato davvero faticoso ma estremamente divertente lasciare che la trama si modificasse ogni volta che la mia ispirazione prendeva il sopravvento sulla traccia che avevo delineato.

Tu sei anche fumettista, e scrivi storie ispirate al gioco Matrix On Line: come riesci a costruire una storia partendo da immagini già create da altri?

Magdala è forse l’unico fumetto in Italia realizzato con le immagini di un gioco on line. Ma in realtà le immagini non sono state fatte da altri, bensì realizzate da me e dalle persone con cui ho collaborato. Mi spiego meglio. La sceneggiatura del fumetto è stata la prima cosa che ho fatto. Una volta pronta la sceneggiatura, insieme agli amici con cui giocavo a Matrix On Line, abbiamo realizzato all’interno del gioco gli scatti necessari per le singole vignette. Io in quel caso ha fatto anche da regista, coordinando i personaggi dentro il gioco, dicendo loro cosa fare, le posizioni da assumere e scegliendo i luoghi dove effettuare “le riprese”. Una volta terminati gli scatti, proprio come uno dei vecchi fotoromanzi che andavano molto in voga qualche anno fa, abbiamo materialmente realizzato il fumetto, sistemando le vignette e inserendo le nuvole. Insomma un lavoraccio con cui però ci siamo divertiti un mondo.  

BookTribu è una community fondata sul rapporto tra scrittore e lettore: quanto conta per te il parere di chi ti legge?

Conta moltissimo. A differenza di molti, io non scrivo soltanto per me stesso, ma anche per chi mi leggerà. Come dicevo prima infatti, ciò che mi spinge a volere essere uno scrittore, è la voglia di trasmettere emozioni. E se non riesco a farlo, se i miei lettori non percepiscono le emozioni che voglio donare loro, è come se avessi fallito. Ecco perché il parere di ogni lettore è fondamentale per me. Per spingermi a migliorare continuamente e a crescere come autore.

Da scrittore emergente, cosa consiglieresti a chi, come te, pensa di cimentarsi nella scrittura?

L’unico consiglio che posso dare è quello di impegnarsi molto e crederci sempre. Impegnarsi molto perché scrivere non è uno scherzo, se si vuole fare in maniera professionale. Un romanzo è un’opera complessa che richiede, studio, sforzo e dedizione. Per questo è necessario un grande impegno. Nella metodologia del lavoro, nella costanza e nel miglioramento continuo delle proprie capacità. Crederci sempre poi perché non è facile essere pubblicati e ancora più difficile è emergere nel panorama letterario italiano. Ci si può imbattere in molti no, ma se si crede nel proprio lavoro, alla fine si riesce. 

BookTribu lancerà a breve un contest per autori emergenti, tu parteciperesti a un progetto di questo tipo?

Perché no? Mi piace mettermi in gioco ed in passato ho partecipato ad alcuni concorsi letterari, soprattutto per testare la validità dei miei scritti, quindi ripeto, perché no?

Hai già qualche idea per un nuovo romanzo?

Ho due romanzi che sto terminando e che spero di pubblicare entro qualche settimana. Una raccolta di racconti ambientati nella Sicilia del recente passato e un romanzo di fantascienza ambientato in un ipotetico mondo del futuro. Entrambi lavori a cui tengo molto e che si rivolgono probabilmente a un pubblico differente. E poi c’è il seguito del Sigillo di Khor perché non posso più ignorare la richiesta di molti lettori che mi chiedono di continuare la saga del Sigillo.

Per chiudere, una domanda da lettore: c’è un libro che ti è rimasto nel cuore?

Ci sono moltissimi libri che mi hanno colpito e appassionato. C’è però un libro al quale sono particolarmente affezionato per le tante emozioni che mi ha regalato durante la lettura. Uno dei pochi libri che ogni tanto rileggo, sempre con lo stesso piacere. Si tratta di un romanzo di fantascienza di Philip J. Farmer dal titolo Il Fiume della vita.

Grazie!

Grazie a voi per l’ospitalità. È stato un vero piacere.

SCRITTO DA La Redazione
voti1 mi piace
commenti0 commenti
Condividi su

Torna su