ScriviBookTribu News

L'antologia che parla di coraggio e di quella curva a gomito che apre al domani

18 novembre 2021

Le restrizioni del confinamento sempre più blande, il coprifuoco spostato di un'ora. È l'inizio dell'estate 2021, alle spalle più di un anno di regole, distanza e distanziamento. Stiamo per riprendere confidenza con le giornate più lunghe e la possibilità di godercele senza puntare l'orologio che ricordi l'ora del rientro. Nei giorni della riprogrammazione della vita sociale da cui per mesi tutti siamo stati esclusi, nasce l'antologia Si chiamerà Futura che coinvolge sei scrittori, chiamati a riflettere sulle condizioni e sugli effetti provocati dall'interruzione della nostra quotidiana normalità.

La curatrice, la giornalista Riccarda Dalbuoni, presenta gli autori della raccolta che verrà pubblicata il prossimo 4 dicembre 2021.

Filippo Tapparelli, in Fame d'aria, scrive di una malattia che può essere fisica oppure invisibile, ma che allo stesso modo fiacca e porta al limite fino a quando qualcosa di più forte vince e guarisce.

Eliselle, in Non voltarti indietro, entra nei meccanismi psicologici della rincorsa affannosa di qualcosa e qualcuno. Ma qual è il traguardo di questo sforzo che non trova soddisfazione? Perché c'è bisogno di fermarsi, o essere fermati, per capire che l'energia vitale non va sprecata?

Amor Fati di Eugenio Fallarino è un gioco di specchi, è il vedersi vivere nella reiterazione sempre uguale delle azioni quotidiane, è la gabbia prevedibile di come andranno le cose finché non decidiamo di dare una sterzata, prendere quella curva a gomito e vedere dove ci porta.

Gianluca Morozzi, in Creature di sabbia e di colla, accosta vita e morte come due estremi che si toccano: quando tutto sta per finire, è forse questo il momento in cui la vita si fa più vera, lucida e visionaria insieme, addirittura felice?

Clelia Pulcinelli, nel racconto La quarantena, dà voce a ciò che le famiglie, specie quelle numerose, si sono trovate a vivere, e ad accettare, durante le settimane del confinamento, cioè che tutto fosse diverso.

L'antologia si conclude con Caffè di Luca Ferrari che, capace di descrivere a cosa porti  l'indifferenza cinica fra le persone, ci fa riflettere su come, invece, non sia pericoloso avvicinarsi, esserci.

Al termine di ogni racconto, trovate un'intervista agli autori, realizzata da Riccarda Dalbuoni: chi scrive per mestiere, chi scrive per curarsi l'anima e chi perché deve canalizzare il mare magnum che bussa forte dentro. 

 

SCRITTO DA La Redazione
voti2 mi piace
commenti0 commenti
Condividi su

Torna su