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Leggere gli autori contemporanei: scuola di scrittura e fonte d'ispirazione

24 febbraio 2015

La scorsa settimana, nell'articolo "Leggere i classici per conoscere le basi della letteratura" abbiamo sottolineato quanto sia importante e utile, per gli aspiranti scrittori e gli autori che desiderano migliorare il proprio stile, la lettura degli autori classici.
Altrettanto importante e significativa è la lettura degli autori contemporanei, che oltre a insegnarci qualcosa a livello di scrittura e costruzione della storia, possono fornirci idee e spunti per soggetti costruiti sul quotidiano o la nostra esperienza personale diretta.
Il patrimonio letterario contemporaneo (che possiamo circoscrivere dal dopoguerra a oggi) è ricchissimo e sterminato, anche perché oggi possiamo leggere autori di tutto il mondo e confrontarci con culture letterarie molto diverse dalla nostra.
Non potendo quindi fare un discorso esaustivo, citeremo solo alcuni esempi.
Per chi desidera ricavare dalla lettura dei contemporanei materiale utile a migliorare la propria scrittura, un autore importantissimo da conoscere è Italo Calvino: tutte le sue opere sono preziose ma in particolare possono essere interessanti Il sentiero dei nidi di ragno in cui è molto evidente lo sdoppiamento dei piani interpretativi con la semplice narrazione in evidenza, e un sottotesto molto più impegnativo evidente solo ai lettori più attenti; e Se una notte d'inverno un viaggiatore, quasi una sorta di "manifesto" della metanarrativa che raccoglie dieci inizi di racconti ciascuno caratterizzato da una narrazione diversa, un campionario davvero interessante. Ma c'è tanto da imparare da tutti gli autori italiano più celebri del Novecento. Per creare un elenco di letture utili, basta consultare l'elenco dei vincitori del Premio Strega e - anche a seconda dei propri gusti - sceglierne una rappresentanza: Ennio Flaiano, Cesare Pavese, Corrado Alvaro, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Elsa Morante, Dino Buzzati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Carlo Cassola, Natalia Ginzburg, Giovanni Arpino, Primo Levi, Umberto Eco, Dacia Maraini, Domenico Starnone. Sono solo alcuni degli scrittori di cui dovremmo avere letto almeno un libro per capire davvero come si è evoluta e si sta evolvendo la letteratura italiana contemporanea.
Per quanto riguarda gli autori stranieri, in particolare anglofoni, potremmo curiosare tra i vincitori del Premio Pulitzer per la narrativa, oppure - se desideriamo spaziare maggiormente e in tutto il mondo - tra quelli del Nobel per la letteratura.
Qui ci limiteremo solo a qualche suggerimento. Se amate scrivere racconti, leggete Alice Munro e Raymond Carver che attraverso storie brevi riescono a raccontare la complessità delle vicende umane con grande profondità. Carver è interessante anche per il suo "minimalismo" letterario che lo spingeva a eliminare dalla narrazione tutto ciò che non è fondamentale all'economia della storia, "limando" i suoi testi con maniacale precisione e rivedendoli anche quindici volte di seguito. Se vi piace spaziare tra diversi stili narrativi, non amate le strutture lineari dell'intreccio, mescolate il comico con la tragedia, leggete David Foster Wallace, che in questi equilibrismi era un mago, come nelle lunghe digressioni che interrompono la vicenda. Sul suo "modello" troviamo molti autori italiani di nuova generazione come Edoardo Nesi, Christian Raimo, Francesco Piccolo, Andrea Bajani, Giorgio Vasta e Nicola Lagioia, tanto per citare i più conosciuti. Amante delle digressioni era anche Josè Saramago, grande esempio pure di scrittore allegorico, che utilizzava frasi lunghissime e una punteggiatura per nulla convenzionale. Infine consigliamo Paul Auster, che con la sua scrittura diretta e nitida racconta angosce, nevrosi, solitudini dell'uomo moderno.

SCRITTO DA La Redazione
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