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Linda Lercari: “Vivo, quindi scrivo”

01 maggio 2019

Con l’ultimo Concorso conclusosi, la Community ha dato il benvenuto a tre nuovi autrici. Per voi, oggi intervistiamo Linda Lercari, la nostra ultima vincitrice BookTribu. Doveva essere un romanzo d’amore ha conquistato Lettori forti e Giuria: il classico romance? Non solo. Un libro che appassiona chi tra le righe ricerca l’amore romantico, ma anche chi vuole riderne, chi invece vuole il dramma, e chi vuole la passione. Lo trovate nel nostro shop online. Nel frattempo incontriamo la penna che ha dato vita a Lianna e Daniel, i due protagonisti di quella che doveva essere (ma lo sarà?) una storia d’amore. 

Linda Lercari è scrittrice poliedrica, di narrativa e poesia, e anche attrice. Possiamo leggere la sua biografia nel sito, ma noi abbiamo qualche domanda in serbo per lei. 

Ciao Linda! Domanda di rito per iniziare: come ti sei avvicinata a BookTribu? 

Ho sentito molto spesso parlare della vostra realtà e soprattutto del fatto che siete molto seri nelle valutazioni. Nelle precedenti edizioni non avevo nulla da proporre per questo mi sono messa in gioco solo adesso.

Quali credi siano i punti di forza di una Casa Editrice che è anche Community letteraria?

Credo che soprattutto i Lettori forti siano una realtà molto interessante. Inoltre una Community crea sempre un passaparola e uno scambio vivo di pareri.

Da quanto tempo scrivi e perché?

Ho iniziato a scrivere negli ultimi anni delle superiori partecipando con ottimi risultati a concorsi dedicati agli studenti. Ho continuato a scrivere sino ad arrivare a un livello professionale più o meno nel 2011. I motivi che mi spingono a farlo potrebbero essere molteplici, ma si possono ridurre a una singola frase: vivo, quindi scrivo.

La tua è una storia d'amore che sviscera vari "modi" di amare. Qual è quello a cui punti di più mentre scrivi?

Le mie storie, per quanto possano essere di fantascienza, distopiche, erotiche o altro, tendono tutte a parlare d'amore declinato in ogni sua forma, perché è l'amore che muove gli esseri umani. Esiste l'amore passionale, esiste la dedizione, la fedeltà, oppure l'amore per tutte le creature viventi. E se pure parlo sempre di amore resto della convinzione che esso sia il sentimento più crudele mai esistito.

Com'è stato doversi calare nei panni sia della parte femminile che della parte maschile della coppia del romanzo?Il mondo del teatro ti ha in qualche modo aiutata?

Lo scrittore può scrivere solo di ciò che conosce e il teatro mi ha aiutata a poter vivere molte vite e comprendere meglio personaggi di ogni età e sesso. Forse mi  è persino più semplice scrivere la parte maschile grazie al fatto che pratico il Kendo, l'arte marziale della spada giapponese. Inoltre mio padre è un maresciallo della Marina militare quindi ho spesso vissuto in ambienti prettamente maschili. La mia difficoltà è cercare di evitare di essere troppo mascolina proprio in questo tipo di descrizioni. La parte femminile mi riesce più difficile, perché se le mie protagoniste reagissero come io vorrei reagire, allora sarebbero ben più violente e più cattive.

Che sentimenti nutri verso i tuoi personaggi? A quale ti senti più vicino?

Sinceramente non parteggio per nessuno anche perché dopo che ho delineato abbastanza bene i caratteri dei personaggi, questi tendono a vivere una vita propria e a fare tutto ciò che vogliono senza che io riesca più a fermarli. A volte mi stupisco delle decisioni che prendono e mi chiedo come sia possibile essere arrivati a certe scelte, ma loro fanno ciò che vogliono e io non posso che restare a guardare.

Perché pensi gli autori esordienti facciano tanta fatica a emergere? 

Una fatica spaventosa. Ci si chiede come sia possibile andare avanti e certe sere non manca la voglia di mollare tutto. Però il sole sorge sempre... E io sono una combattente.

Cosa ti senti di dire agli aspiranti scrittori che ci stanno provando?

Non smettete mai di leggere perché, per quanto ci sentiamo bravi, abbiamo sempre molto da imparare.

Consigliaci un libro non tuo!

La versione di Barney di Mordecai Richler.

Grazie a Linda e grazie a Silvia Lodini per l’intervista.

Presto un nuovo appuntamento con una nuova autrice!

 

SCRITTO DA La Redazione
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