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Scrivere è social?

26 novembre 2014

Esiste una categoria di autori che ritiene la scrittura una faccenda privata, una passione da vivere in solitudine: solo loro e il manoscritto a cui si stanno dedicando.
Non svelano la trama, i personaggi, nemmeno alle persone più vicine. Sono restii a fare leggere la versione definitiva e comunque hanno pochi lettori di fiducia di cui accettano osservazioni e critiche. Non sono particolarmente inclini alla condivisione e allo scambio di opinioni con gli scrittori, e in alcuni casi evitano proprio la frequentazione di altri autori.
Addirittura si leggono dichiarazioni di scrittori che non leggono i lavori dei colleghi "per non farsi influenzare".
Al contrario, vi è una nutrita schiera di scrittori che caldeggia l’importanza di un confronto e cerca occasioni per uno scambio utile e proficuo con autori e lettori. Nascono così i forum di discussione, i gruppi di scrittura, e si incrementano le frequentazioni delle community letterarie. Occasioni non solo per dare visibilità ai propri testi, ma per ricevere commenti e affrontare tematiche legate al mondo della letteratura e dell'editoria.
In fondo chi scrive lo fa in primo luogo per essere letto, un'azione che è chiaramente sociale.
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, scrittori della community di BookTribu.
Scrivere è social? Diteci la vostra opinione!

 

SCRITTO DA La Redazione
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