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ROMANZO

Dov'è l'origine là è la salvezza

Affresco di un’era brutale, (1861/1952) in cui pastori e contadini sono costretti a sopravvivere a un destino già compromesso. Pochi sconti ai protagonisti del nostro Risorgimento. Busti, tutti senza piedistallo, ammantati di retorica, ma pur sempre collanti della nostra sacra unità.
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FRANCESCO RAVENDA

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Triora

‘Stringerò li denti
E diranno che rido.’
Franchetta Borelli, bagiua di Triora

Aurelio Armato è un uomo in fuga.
Dalla città dov’è nato, dai ricordi dei suoi genitori, dal proprio divorzio e dal rapporto con sua figlia ormai maggiorenne.
Partito soldato e poi entrato in polizia ha trovato, nel proprio lavoro come ispettore, un modo per far quadrare come nel Sudoku, rompicapo che ama, quel che resta del proprio quotidiano quando una telefonata sembra irrompere e distruggerlo per sempre.
Qualcuno gli comunica che sua figlia è stata rapita. Dove?
A Triora, città delle streghe, Salem d’Italia. Città di Aurelio, dov’è nato e cresciuto.
In un attimo, Aurelio si mette in strada per un viaggio a ritroso non solo verso il paese delle sue origini ma anche nel suo passato che gli riserverà, in modo del tutto inaspettato, scoperte sorprendenti.
Triora è un romanzo d’azione che lascia senza fiato il lettore dalla prima all’ultima pagina per i suoi colpi di scena continui ma che è in grado di far riflettere su temi importanti come la famiglia, il senso di colpa, la cultura della violenza nella Storia e la Fede.
Sullo sfondo, le vicende che nel millecinquecento hanno visto il piccolo borgo ligure protagonista di una caccia alle streghe mai vista nella Storia della regione, destinata a far parlare di sé per secoli.
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Alessandro Venuto

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Solo La Foresta Lo Sa

Epoca coloniale: Un’epoca di scoperte, di meraviglia, di grandi esploratori e soldati. L’Inghilterra si trova all’apice dei paesi civilizzati, colonizzando decine di isole tropicali ed entrando in contatto con culture del tutto sconosciute. Ci troviamo in un periodo storico dove spesso “sconosciuto” non è altro che una metafora di “spaventoso”. Tutto quello che non si conosce viene demonizzato e temuto, tutto quello che non fa parte della cultura da cui si proviene viene rigettato e rifiutato. Questa storia, vissuta attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, porterà il lettore ad immergersi in un mondo oscuro, tenebroso, folle e pericoloso. Entrerete in stretto contatto con delle tradizioni che oggi ci appaiono solo “diverse” dalle nostre. Ma se ci fosse qualcosa in più? Se ci fosse un fondo di verità, nelle storie sussurrate sul ponte di quella nave, che porterà i nostri protagonisti su di un’isola apparentemente maledetta e abitata da Divinità malvagie e popolazioni ostili?
In questo paesaggio, dominato dalla pericolosa bellezza della natura, i personaggi di quest’insolito viaggio si troveranno a dover fare i conti con loro stessi, con i loro rimorsi e con le loro azioni passate, oltre che a dover fronteggiare numerose minacce sconosciute.
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Gianmarco Mennillo

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Il primo scatto

Un uomo, tre donne ma nessuna storia d'amore. Due delitti, un'indagine ma nessuna sfumatura di giallo. Un viaggio che fa innamorare, ridere, sognare se solo non ci fosse quel passato sempre presente...
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2084

Elizabeth Smith o per meglio dire F12059419, ha quasi 30 anni. Figlia acquisita di Emily Evans e Arthur Cooper. Ely è alla ricerca disperata della verità. Cerca i suoi genitori biologici che verosimilmente potrebbero essere Winston Smith e Julia, protagonisti del romanzo 1984 di George Orwell. Elizabeth Vive, o crede di vivere, in uno stato a regime dittatoriale con a capo l’Occhio della provvidenza”. Durante la sua ricerca denuncerà i soprusi della dittatura e della società alleandosi poi con la Resistenza, movimento nato per far cadere l’Occhio della provvidenza. Il partito per attuare il controllo totale della popolazione, comunicherà l’esistenza di una epidemia. Incontrerà anche l’uomo della sua vita, Connor Owen, nel suo cammino per poi essere rinchiusa in una clinica psichiatrica dove verrà messa a dura prova la sua stabilità psichica. Troverà il modo di scappare ma verrà comunque trovata e rinchiusa nuovamente in clinica scoprendo la verità dietro tutto.
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L' INTRECCIO DI PALAZZO GALASSO

È il 1987, siamo in Basilicata, a Sant’Angelo Le Fratte, piccolo Comune della provincia di Potenza. Il periodo è quello del post-terremoto del 1980.
L’Amministrazione Comunale ci affida i lavori di restauro di un antico edificio: il Palazzo Galasso. La costruzione è stata recepita, da parte del Comune, tramite donazione. A Palazzo Galasso l’Amministrazione Comunale prevede di trasferire la nuova sede comunale. La costruzione è stata abbandonata dalla precedente proprietà molto prima del terremoto, versa in gravi condizioni. Incuria e terremoto dell’Ottanta hanno inflitto allo stabile danni enormi.
Diamo inizio alle attività di rilevamento necessarie alla pianificazione dei lavori, in quella che ormai è una pericolosa micro Ghost Town. Dopo tre mesi di accertamenti, che compiamo tra muri in rovina e solai pericolanti, ha termine la campagna delle operazioni di rilevamento.
Possiamo dare inizio alla fase della redazione del progetto. Ma uno dei tanti grafici da allegare alla pratica edilizia ci mette di fronte a una situazione che ci appare assurda. Lì per lì attribuiamo la discrepanza a errori commessi durante le difficili operazioni di rilevamento. Effettuiamo vari controlli, ma le verifiche confermano la correttezza del lavoro svolto.
Siamo in una impasse. Non riusciamo a venirne fuori. È un’altra casualità: l’aver dato un’occhiata di sfuggita alla copertina di un fumetto, a indicarci la strada che ci condurrà alla scoperta di un nascondiglio segreto, nascosto con ingegno, all’interno del palazzo. La scoperta del nascondiglio si trascinerà dietro una drammatica storia di quattro secoli prima.
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SOGNI: BASTEREBBE LANCIARE UNA MONETINA PER REALIZZARE CIÒ IN CUI SI CREDE?

Il mio manoscritto appartiene al genere “memoir”. Sono una serie di esperienze, di carattere diverso che seguono un tema conduttore: i sogni. Ognuno di noi nella vita ha degli obiettivi, dei gradini che desidera realizzare e che diventano parte delle nostre esperienze, che svelano la personalità e il nostro modo essere. Esistono diverse tipologie di sogni: quelli di trovare l'amore, di viaggiare, l’amicizia, quelli che riguardano il nostro futuro. Questi ultimi sono quelli a cui rispondi alla famosa domanda “cosa farò da grande?”. Ma non solo. Il mio libro tratta dei veri sogni, quelli che facciamo mentre dormiamo e che rappresentano le proiezioni delle nostre passioni, quelle più inconsapevoli e inconsce.
Inoltre, il manoscritto viaggia tra un presente e un passato, un prima e un dopo. La prima parte è legata a quei sogni adolescenziali in cui riponi la passione, ma sono ancora lontani per vederne l’effettiva realizzazione e sono differenti rispetto alla prospettiva adulta: quella dell'esperienza; i primi sono quelli segnati dalla ribellione, dalla voglia di scappare e dall’inconsapevolezza tipica di quel periodo. Mentre nella seconda parte, gli obiettivi sono legati alla parte matura, più consapevole, che permette di vedere il mondo con occhi diversi, in cui ci si rende conto che solo attraverso il sacrificio e lo studio ci si puoi avvicinare a ciò che da bambini, ci sembrava irraggiungibile.
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Mariavittoria Isaja

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Come un filo d'erba ai Decumani

Storia d’amore ambientata a Napoli.
Lei, Chiara, Io narrante; lui, Daniel, pianista che “per comporre musica, diceva, bisogna toccare odorare assaggiare tutto, compreso i luoghi, e specialmente questa città, divenuta subito anche la sua quando, proveniente da Istanbul, vi era sbarcato a cinque anni da una gigantesca nave inzeppata di migranti, il cui odore di miseria e speranza ancora gl’impregnava il ricordo”.
Si erano persi, si rivedono per caso vent’anni dopo, ai Decumani; lei fugge, felice e spaventata.
Una vita in mezzo, per Chiara una figlia e un’esperienza di alcolismo.
Solo alla fine sapremo se i due si ritrovano.
L’amore va oltre, è sogno e realtà insieme. Anche la città, Napoli, è sogno e reale quotidianità.
La storia si intreccia con un altro percorso d’amore, nella stessa città, e qui la voce narrante è un “giornalista e scrittore” un po’ misterioso e magico.
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KIWI METALLIZZATO

Beatrice è una giovane donna con trenta chili di troppo, e qualcosa in più. È come se si portasse addosso una bambina di nove o dieci anni magra. Anche il resto non è proprio carino, gli uomini l’hanno sempre ignorata, ma per lei non è un problema, si è abituata e vive serena, però Beatrice una cosa affascinante ce l’ha: la voce. Ma, come dice lei, gli uomini non se ne fanno niente di una bella voce. Il caso vuole che lei incontri Jimmy, un ragazzo americano che lavora in Italia. Jimmy è la perfezione, è così bello che fa pensare: non è possibile! Il dramma è che il bellissimo Jimmy s’innamora di Beatrice. Nessuno ci crede, lei è la prima a non crederci, invece è vero e si spalancano le porte dell’inferno… si fa per dire…
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Un'amore

Un’amore “con l’apostrofo”, perché è una storia d’amore tra donne.
Milano, fine anni Settanta. Le quindicenni Monica e Renata scoprono d’essersi innamorate l’una dell’altra. A 18 anni fanno outing e sono costrette a lasciare le loro famiglie e andare a vivere insieme. Vent’anni dopo Monica desidera diventare madre e vi riesce grazie a un’inseminazione artificiale a Barcelona.
Emma Manola, la loro figlia, cresce in intelligenza e coraggio. Ma dopo un serie di appassionate e sfortunate relazioni (con ragazze e anche con un ragazzo) decide di partire per Santiago de Compostela, in quella Spagna dove probabilmente vive il suo padre naturale. Con questo pensiero in mente, al ritorno si ferma per qualche giorno a Barcelona, dove tra la folla è certa di riconoscere i suoi tratti somatici in un uomo sulla cinquantina: lo segue fin dentro una chiesa e scopre che l’uomo è un sacerdote gesuita e che mastica un po’ d’italiano. Inizia così una serie di conversazioni con lui, sperando di svelare il mistero della paternità. Scoverà però in sé un altro mistero.
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Il Culto Romantico della Follia

Una storia, quattro anime. Un racconto ordinario su come la follia invade la vita di tutti i giorni, spesso cambiandola profondamente.
Andrea e Davide diventano amici da piccoli, quasi per necessità, legati dalla somiglianza dei lavori dei padri. E non smettono più di essere amici, nonostante la vita li sfidi di continuo, con dolori, morte, noia, incapacità di maturare e di fare le scelte decisive della propria vita. Il loro rapporto si incaglia solo su Marianna, la ragazza di Andrea che si innamora, ricambiata, di Davide.
Marianna è divenuta amica di Lidia per caso, ma anche per sopportare insieme i dolori delle loro vite, scandite dalla ricerca ossessiva di storie di fantasmi e paura. Quando anche loro si dividono a causa di quell’amore, tutto sembra perduto.
Si ritroveranno a Torre Camozza, mirabile cittadina di fantasia della terra di Calabria, che ne accoglie gli umori e il nuovo stile di vita. E lì scopriranno l'ancestrale legame che li unisce. Fino alla fine.
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Le stagioni dell'amore

Può l'amore sfidare il tempo e le avversità? Quello tra Rebecca ed Eugenio, alla fine dell'Ottocento, è la vera risposta...
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