Dio Escort

di Alessio Marras
ROMANZO
Carlo, che dietro la compostezza di un giovane seminarista pronto a fare il grande passo, cela un animo calcolatore, pragmatico, messo in crisi da molti e nuovi pensieri a cui un ordine non riesce ad imprimere. Simona, ragazza dalla bellezza acqua e sapone, sognatrice, leggera, ingenua, ma non per questo sprovveduta e dotata di una spiccata sensibilità verso l’altro. Matilda, escort di professione, ragazza fragile, riflessiva e disillusa, un concentrato di contrasti e di speranze spazzate via violentemente, che vede nel controllo sugli altri il solo modo per mettere a tacere la propria diffidenza. E, infine, un ultimo personaggio, senza nome ma non senza identità, un uomo che prova il desiderio di vivere una vita non sua, spinto dall’istinto di salvare e dal bisogno di essere salvato. Quattro figure, quattro storie diverse, quattro vite apparentemente inconciliabili che sfuggono dalle pagine di un vecchio diario, sullo scenario di una Sardegna controversa e seducente, in cui la violenza si rivela in tutta la sua crudezza e crudeltà, senza alcun rispetto per genere o età, dimostrando di non conoscere limiti, di non avere freni, ma non per questo di essere invincibile. E’ l’Amore a farle da controparte e, raccontandosi attraverso manifestazioni d’affetto, d’amicizia, di fiducia, di passione e lussuria, sembra voler ribadire una volta di più che la speranza è per chiunque. La narrazione si svolge seguendo tre diversi punti di vista. Matilda racconterà il percorso che l’ha portata a diventare una prostituta, soffermandosi sulle violenze sessuali che ha subito fin da bambina e che hanno giocato un ruolo primario nel trasformarla in una donna cinica e disillusa. Carlo darà, invece, voce alla profonda crisi che lo attanaglia. Ripercorrerà diversi momenti (alcuni dei quali lo hanno portato a toccare con mano l’inferno della sofferenza) della sua vita che lo avevano indotto a scegliere il sacerdozio. Vera vocazione o bisogno di arginare entro limiti rigorosi il suo animo ribelle? Questa domanda lo spingerà a tornare nella sua città, nei luoghi della sua infanzia e gioventù per cercare una risposta. E, infine, Simona. Fra i tre pare essere quella che conduce un’esistenza più normale, senza particolari eccessi o complicazioni. Questo almeno finché nella sua vita non comparirà un uomo misterioso, con cui si instaurerà un particolare rapporto fatto d’intesa mentale e forte attrazione. Ma, per quanto quest’uomo risenta a sua volta dell’effetto che la ragazza esercita su di lui, si mostrerà spesso sfuggente lasciandola confusa e dubbiosa. Attraverso le riflessioni di questi personaggi, al ritmo del loro incontrarsi e scontrarsi, viene a delinearsi il ruolo che Dio assume nell’intera vicenda, con una consapevolezza che cresce prepotentemente pagina dopo pagina. Un racconto che profuma di vita, che gioca a confondere la menzogna con la verità e la verità con la fantasia, e quando si sarà sul punto di scrivere la parola fine, l’arrivo di un quinto personaggio mescolerà nuovamente le carte in tavola. Si, perché se fino all’ultimo l’intera vicenda sembra non trovare un filo conduttore, è il finale che ne darà la chiave di lettura. L’ultima scena vede Carlo viaggiare su un treno: ormai convinto di aver trovato la risposta che cercava, si appresta a ripartire. Ma proprio mentre sta per scendere, vede uscire dal bagno del convoglio Matilda con un cliente. In quella ragazza non riconoscerà la escort ma la ragazza di cui si è innamorato: Simona. E, uscendo dal bagno, Matilda (o Simona) si troverà di fronte a quello sconosciuto sfuggente che, per la prima volta dopo molto tempo le aveva ricordato cosa significasse amare. Sarà, questo, un momento pieno di nuove consapevolezze, di chiarimenti, di confidenze e rivelazioni bagnato da lacrime di rabbia e di conforto a un tempo. Prima della chiusura, al lettore viene svelata anche l’identità del quinto personaggio: si tratta del figlio di Carlo e Simona. Girando l’ultima pagina del diario che i suoi genitori hanno scritto per lui, e in cui raccontano la loro storia, vuole ricordare al lettore come quell’assurdo amore sia nato da una menzogna ma che, nonostante questo abbia saputo dare splendidi frutti.
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