Romanzo: A Emirio e suo firio

di lucia bollina
ROMANZO
Il 12 ottobre del 1902, esattamente 410 anni dalla scoperta dell'America in una casa di ringhiera nella Milano della belle epoque, l’Adelina mette al mondo il suo secondogenito e decide di chiamarlo Emilio. E’ lui il protagonista di un racconto che porta alla ribalta personaggi curiosi e singolari, uniti da una regola che nessuno mancherà mai di rispettare, quella del reciproco e mutuo soccorso. Qui sono quasi sempre le donne a fare la differenza, quelle pronte a sacrificarsi pur di assicurare alle proprie famiglie tutto ciò di cui necessitano. L’Aurelia che, mai stata madre, accoglie sotto la sua ala protettrice i figli dell’intero caseggiato. L’Ambrosina che sfida la morale corrente accettando di andare a convivere con l’uomo che ama senza mai sposarsi se non sul letto di morte. L’ Adelina che torna a far da mamma ai suoi due nipoti rimasti tragicamente orfani. La Pina che fa un sogno degno dell’interpretazione della Sibilla, cartomante nonché divinatrice del futuro. Ne viene fuori un terno secco da giocare sulla ruota di Milano ma, per colpa di uno specchio che si rompe, tutti i sogni di gloria vanno in frantumi. Sette anni di disgrazie che culminano nello scoppio della prima guerra mondiale. Giovani al fronte, bombardamenti e borsa nera. L’intera popolazione che si muove fra le macerie e cerca riparo nelle cantine. Precarietà, paura e fame, questi diventano i principali nemici contro cui combattere. L’incubo finisce nel 1918 e la gente si dà da fare per ritrovare almeno una parvenza di normalità. L’Augusto, rinomato pollivendolo, mette in campo tutte le risorse per preparare le nozze della sua unica figlia, il banchetto rimarrà nella memoria collettiva e, a dispetto della fame patita, riempirà la pancia di tutti. Anche l’Emilio si decide a metter su famiglia, ma la voglia di darsi sempre e comunque alla pazza gioia gli fa commettere un sacco di errori. A pagare il prezzo più alto sono i suoi due figli, Peppino e Sergio che, colpiti da un'immane tragedia, vengono lasciati andare alla deriva. E’ solo grazie all’intervento dell’Adelina che la famiglia si ricompone ma ci penserà, nel 1939, la seconda guerra mondiale a far saltare di nuovo tutti gli equilibri. Il Peppino viene arruolato in marina mentre il Sergio finisce a combattere nelle compagini partigiane. Uno solo di loro due riuscirà a tornare a casa e a quel punto, finalmente, l’Emilio comincerà davvero a fare il padre. Il medico del rione con l’infermiera da sempre innamorata di lui; il macellaio che rischia di andare in rovina per un vizietto assolutamente non suo; la famiglia di toscani che fa profumar di ribollita l’intero caseggiato; la callista che si prende cura dei piedi di tutti, anche di quelli del problematico Giuseppe… Tutti insieme costituiscono una armoniosa coralità, sono voci minori ma che arrivano dritte all'unico scopo, quello di animare i cortili milanesi ormai quasi del tutto scomparsi .
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