Romanzo: Il sonno di piuma

di luigia bencivenga
ROMANZO
Al di fuori del parallelismo pittorico, l’istantanea iniziale che vede riuniti i cinque personaggi, è il presente da cui partono cinque flashback narranti i loro pirotecnici passati accomunati da una città, Napoli, e da una persona con un nome (Tommaso) e un cognome (Sbriglia), musicista quotato e molto conosciuto ormai sulla via del tramonto. La struttura dunque è un romanzo ad incastro di facile ricomposizione, ogni pezzo è una storia, ogni storia è intervallata da brevi ritorni al presente fino al ricongiungimento definitivo con “la foto” iniziale da cui poi si sviluppa l’epilogo. «Tommaso la sa leggere la vergogna, ed ora una sensazione di familiarità lo invade, quella di chi ha a che fare con un quasi. Il quasi non è solo un avverbio. E’ una parola che (quasi) rende l’indefinita bellezza, solo con due sillabe sbilanciate, ad un passo dalla follia.» Sagacia, umorismo caustico, sarcasmo e un pizzico di cinismo sono ingredienti a cui l’autrice attinge in giusta misura consegnandoci un prodotto ben equilibrato, adulto, asciutto ma al contempo mai freddo e distaccato, la cui possibile natura realista vine dirottata, efficacemente e con successo, verso il melodramma nel quale si palesa tutta la severità del vissuto dei vari personaggi (notevole il lavoro di caratterizzazione). Lo stile si presenta ricercato e studiato, decisamente moderno, frizzante ed efficace, ricco di cambi di prospettiva e piacevoli incursioni del narratore onnisciente capace di prendersi confidenza con il lettore stuzzicandone la curiosità e creando dipendenza (efficace uso di captatio benevolentiae). «Io, non so da quando, ho imparato a rimanere indifferente. Tacendo e segretamente sperando che qualcuno, alla fine, si ricordasse anche solo con un fiore di un uomo che ha vissuto strisciando in un luogo che non è il suo e che mai lo sarebbe stato. »
2
Una lettura corroborante che vede nel non aver alcuna pretesa di insegnarci qualcosa una delle sue caratteristiche vincenti e che ci consegna, mantenendosi ben distante dal populismo, una cruda umanità a tinte forti, sostanzialmente romantica (l’amore è elemento salvifico «E il destino fa meno paura in due»), spessonascostaecensurata, machedifattocostituisceunafettaconsistentedel nostro tessuto sociale. «Ma Dio, se è Dio, saprà chi sono, un nessuno intonato in cerca di penombra»
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