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CANDIDATURE

La Viola di Akenah

Tra vaste praterie azzurre, fiori-luna e terre argentate vivono gli adorphiani, un popolo nomade dalla pelle color ciano e gli occhi e i capelli di un’unica, caratteristica sfumatura. Edrik della Delta è un giovane dagli occhi e i capelli argentei, il cui secondo nome, Akenah, è tradizionalmente assegnato a coloro i quali sono benvoluti dalla vita stessa e sono generati in condizioni straordinarie; infatti Edrik è nato come ultimo lascito di sua madre, Aryana della Delta, morta nel darlo alla luce. In adorphiano antico, Akenah vuol dire nascita, vita, in contrapposizione con Roth, che significa morte. Akenahihroth, nascita e morte, è l’unica divinità in cui credono gli adorphiani. E nel suo segno, in una dualità profonda ma vacillante, Edrik dovrà compiere il suo viaggio alla ricerca della Verità che gli Antichi hanno promesso, venendo a contatto con realtà crudeli, sensazionali; e all’ombra di concetti che gli appariranno lontani e irraggiungibili, dovrà interagire con i ruberiani, un altro popolo che abita il suo mondo, e si apriranno per lui le porte di quel fluire di mondi che da sempre circonda le vite di ognuno, che dona energia ed elargisce speranza.
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Pietro dell'Oglio

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SIGNOR E

"Ma chi era questo Signor E? Perché non potevo incontrarlo? Perché tutti volevano vederlo e lo chiamavano da quel grande cancello?"
Questi gli interrogativi cui dovrà dare risposta una giovane ragazza italiana che si trova a passare un'inusuale estate in America nella casa di in famoso cantante all'inizio degli anni '60.
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Amministrazione

Prova di Amministrazione
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Amministrazione BookTribu

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Gli ultimi giorni di Naavah

Naavah è un pianeta incastonato fra quattro cieli. I quattro Cieli regolano la vita sul pianeta, il loro moto definisce le stagioni e ognuno dei quattro possiede una qualità specifica dell’Energia che lega tutto e ogni Cielo conferisce agli abitanti di Naavah nati sotto la sua influenza poteri particolari. Dopo millenni di guerre, secoli di tumulti, dinastie e instabilità, finalmente Naavah è in pace. I governi continentali dialogano fra loro, la tecnologia e la scienza progrediscono e l’economia è fiorente; gli abitanti di Naavah non lottano più fra loro e la vita scorre prospera e serena. Quando una serie di cruenti crimini accomunati dall’apparizione di un misterioso simbolo viene annunciata nei notiziari, Moira, una giovane Allieva con poteri straordinari, si convince che dietro quei crimini possa celarsi una sinistra minaccia al futuro di Naavah. Le autorità insabbiano la faccenda e Moira parte con il suo Maestro per indagare da vicino e convincere il governo che il benessere del loro pianeta è in pericolo. Durante il viaggio attraverso le città e i continenti di Naavah, altri personaggi decidono di unirsi a Moira per indagare. Ben presto tutta l’impalcatura di apparente tranquillità che regna su Naavah viene distrutta e molti, oscuri segreti vengono a galla. L’indagine è frenetica, disperata, la guerra è silenziosa, il nemico invisibile e in gioco c’è la salvezza di un intero pianeta.
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Clelia Pulcinelli

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L'alfabeto della mente

Nel 2140 il nostro mondo ha un nuovo volto. Nel Legame esiste una scuola della durata di otto anni in cui gli studenti vengono divisi in quattro Classi (Corpi, Menti, Animi e Spiriti) che raggruppano i sedici tipi psicologici individuati da Jung e altri nel ventesimo secolo. Akim ha appena compiuto dodici anni quando dice addio alla sua famiglia e, entusiasta, entra nella scuola. Ma passano gli anni e scopre che questa scuola, così apparentemente perfetta, cela qualcosa di strano. E la conoscenza di una persona, che lotta tra amore e orrore, colui che Akim stesso ama definire l'eroe di questa storia, lo risveglierà dal sonno in cui lui e i suoi amici sono inavvertitamente caduti.

[dal prologo] "Non sono un eroe perché sono solo un ragazzo che aspetta. Seguo le lezioni, studio, vado alle feste e, inerme e consapevole, seguo la massa assieme a coloro che voglio considerare amici. Quasi otto anni fa mi è stata assegnata una I, per cui so che è normale se mi piace starmene nel dormitorio, da solo, a scrivere le mie memorie e le loro.
Non sono un eroe perché non è scritto nella mia psiche."
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