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CANDIDATURE

Racconto: Il diavolo di Angelica

Angelica ha ventitrè anni. Elena non ha mai superato i diciannove. Sopra gli scogli che pendono direttamente sul mare, di fronte alla cattedrale di un'umida cittadina pugliese, Angelica trascorre intere serate a osservare una fotografia che ha scattato a Elena, ultimo ricordo di una terribile giornata di quattro anni prima. Quella fotografia è il simbolo di un rimpianto che non le dà pace. Soltanto il diavolo le offre un'alternativa, ma il diavolo di Angelica è speciale. "Non sono nero come contrapposto al bianco" dice il diavolo. "Io sono proprio come te: tanti colori" Ed è a questo punto che Angelica si trova a rivivere la notte del suo rimpianto più grande, quando dovrà trovare il coraggio di scegliere se continuare a indossare una maschera o vivere ciò in cui crede davvero.
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Pietro dell'Oglio

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Romanzo: La Biblioteca dei Libri insanguinati

Una notte A.Knight si sveglia di soprassalto ritrovandosi ben presto in un incubo che si ripresenterà il giorno dopo su ogni persona che incontrerà.
L’unico che però sembra ricordare è proprio Knight e, deciso a fare chiarezza si recherà in un luogo comparso misteriosamente. Lì sarà costretto a rivivere vecchi spettri del passato...
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Romanzo: Il sonno di piuma

Al di fuori del parallelismo pittorico, l’istantanea iniziale che vede riuniti i cinque personaggi, è il presente da cui partono cinque flashback narranti i loro pirotecnici passati accomunati da una città, Napoli, e da una persona con un nome (Tommaso) e un cognome (Sbriglia), musicista quotato e molto conosciuto ormai sulla via del tramonto. La struttura dunque è un romanzo ad incastro di facile ricomposizione, ogni pezzo è una storia, ogni storia è intervallata da brevi ritorni al presente fino al ricongiungimento definitivo con “la foto” iniziale da cui poi si sviluppa l’epilogo. «Tommaso la sa leggere la vergogna, ed ora una sensazione di familiarità lo invade, quella di chi ha a che fare con un quasi. Il quasi non è solo un avverbio. E’ una parola che (quasi) rende l’indefinita bellezza, solo con due sillabe sbilanciate, ad un passo dalla follia.» Sagacia, umorismo caustico, sarcasmo e un pizzico di cinismo sono ingredienti a cui l’autrice attinge in giusta misura consegnandoci un prodotto ben equilibrato, adulto, asciutto ma al contempo mai freddo e distaccato, la cui possibile natura realista vine dirottata, efficacemente e con successo, verso il melodramma nel quale si palesa tutta la severità del vissuto dei vari personaggi (notevole il lavoro di caratterizzazione). Lo stile si presenta ricercato e studiato, decisamente moderno, frizzante ed efficace, ricco di cambi di prospettiva e piacevoli incursioni del narratore onnisciente capace di prendersi confidenza con il lettore stuzzicandone la curiosità e creando dipendenza (efficace uso di captatio benevolentiae). «Io, non so da quando, ho imparato a rimanere indifferente. Tacendo e segretamente sperando che qualcuno, alla fine, si ricordasse anche solo con un fiore di un uomo che ha vissuto strisciando in un luogo che non è il suo e che mai lo sarebbe stato. »
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Una lettura corroborante che vede nel non aver alcuna pretesa di insegnarci qualcosa una delle sue caratteristiche vincenti e che ci consegna, mantenendosi ben distante dal populismo, una cruda umanità a tinte forti, sostanzialmente romantica (l’amore è elemento salvifico «E il destino fa meno paura in due»), spessonascostaecensurata, machedifattocostituisceunafettaconsistentedel nostro tessuto sociale. «Ma Dio, se è Dio, saprà chi sono, un nessuno intonato in cerca di penombra»
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luigia bencivenga

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Racconto: 4034, La Nuova Razza Umana

Clara è una ventinovenne che vive a Londra e lavora come ricercatrice di biotecnologie. Uno dei suoi progetti la metterà nelle condizioni di trovarsi di fronte a una dei misteri più antichi esistenti ad oggi.
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Luciano La Carbonara

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Racconto: Il misterioso ragazzo del Saint Mary

Correva l’anno 1950, quando tra le mura dell’Istituto d’Accoglienza: Saint Mary si verifica uno strano incontro. Un incontro che sarà l’inizio di un tormento, che sarà la causa dell’unico rimpianto di un vecchio solo e stanco alla fine dei suoi giorni. Un tormento che sessantanove anni dopo ritornerà a bussare alle porte della coscienza, a gridare vendetta per tutti quegli anni di dimenticanza. È con il ritrovamento di un vecchio diario e di una foto misteriosa, che inizia, o meglio, finisce, la storia di tale tormento. Con quei ricordi che sembrano confusi, oscillare tra il reale e l’onirico, che l’uomo decide di fare un’ultima cosa, prima che sia troppo tardi: raccontare la sua storia. Raccontare del misterioso ragazzo del Saint Mary che nel 1950, all’età di quattordici anni, conosce tra quelle mura rumorose e affollate dell’orfanotrofio della sua infanzia.
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Antonio Agostinacchio

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