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Cosa impariamo dalla lettura del romanzo sentimentale

28 aprile 2015

Concludiamo l'analisi dei generi letterari e delle tante risorse che la loro lettura può fornire agli autori esordienti, con il romanzo sentimentale, detto anche “rosa” o romance.
La più celebre scrittrice romantica è stata la britannica Barbara Cartland che ha pubblicato oltre 700 opere tra romanzi e saggi, è stata tradotta in 36 lingue, con oltre un miliardo di copie vendute. I suoi romanzi sono rigorosamente a lieto fine e non contengono elementi erotici, al contrario dell'autrice a cui si è ispirata all'inizio della propria carriera, Elinor Glyn, che nei primi anni del '900 fu la pioniera del racconto erotico femminile. Analizzando i romanzi della Cartland, e di altre autrici della sua epoca, ci si accorge che rispecchiano la struttura narrativa teorizzata da Vladimir Propp in Morfologia della fiaba, 31 funzioni inalterabili nel loro ordine, che compongono il racconto e costituiscono una situazione caratteristica nello sviluppo di una fiaba, con particolare riferimento ai personaggi. L'analisi di Propp è stata molto importante per il successivo lavoro di semiotici e letterati e per lo studio della costruzione del testo narrativo. In effetti una storia romantica a lieto fine assomiglia ad una fiaba per adulti, fa sognare e credere in un domani migliore, e questo è stato per lungo tempo il filo conduttore dei romanzi romantici che ritroviamo anche nei libri di Danielle Steel, Barbara Taylor Bradford e Nora Roberts, pseudonimo di Eleanor Marie Robertson, che con il nome de plume di J.D. Robb ha pubblicato numerosi romanzi di fantascienza. Accade spesso, infatti, che dietro note autrici “rosa” si nascondano scrittori di ampio respiro e valore. Persino la famosissima Agatha Christie ha pubblicato romanzi romantici col nome di Mary Westmacott. In Italia ha avuto grande successo Sveva Casati Modigliani, pseudonimo con cui scrivevano i coniugi Bice Cairati e Nullo Cantaroni. Alla morte del marito, avvenuta nel 2004, la Cairati ha continuato a scrivere con il nome che li aveva resi celebri insieme. Molto amata nel nostro paese è anche Maria Venturi, giornalista e autrice di fiction televisive. Per tanto tempo questo genere è stato considerato di serie B, pura evasione senza valore letterario. Invece se leggiamo uno dei tanti romanzi di Liala, notissima autrice romantica del Novecento, scopriamo una ricchezza descrittiva molto interessante e uno stile narrativo elegante. 
Negli ultimi decenni il tema della fiaba a lieto fine è stato surclassato da storie in cui si assiste ad un'affermazione della protagonista non solo a livello sentimentale, ma anche professionale e sociale. Sempre comunque in un contesto leggero e divertente. 
Fanno parte di questa nuova corrente i romanzi chick-lit (che significa “letteratura per pollastrelle”) lanciati dalla giornalista Helen Fielding con i famosissimi Diari di Bridget Jones, e di cui è diventata regina incontrastata Sophie Kinsella. 
Il romanticismo lascia molto più spazio all'erotismo come nel caso di Sex and the City di Candace Bushnell che è poi divenuto una fiction famosissima.
In Italia il chick-lit è interpretato con grande ironia da Stefania Bertola (A neve ferma, Aspirapolvere di stelle, Biscotti e sospetti, Romanzo rosa) e Federica Bosco (Mi piaci da morire, Non tutti gli uomini vengono per nuocere, SMS Storie Mostruosamente Sbagliate).
Oggi il romanzo sentimentale è spesso intrecciato con altri generi – storico, thriller, fantasy – ma questo avviene per tutte le categorie del romanzo che ormai si sente stretto nelle rigide distinzioni di genere del Novecento. Probabilmente stiamo assistendo ad una nuova evoluzione del romanzo che riflette il melting pot in cui è immersa la nostra cultura attuale e influenza anche i gusti degli scrittori: oggi ciò che conta è raccontare una bella storia, che catturi il lettore e lo emozioni, senza preoccuparsi di rientrare in determinate categorie ed etichette letterarie.

SCRITTO DA La Redazione
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