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Intervista all'Autrice: Anna Rambaldi

25 maggio 2016

Quattro chiacchiere con una... fantautrice. Abbiamo incontrato Anna Rambaldi, che scrive romanzi e ha un blog sul vino: a noi ha raccontato le sue esperienze passate e i suoi sogni per il futuro!

 

Anna, sulla tua pagina Facebook ti definisci una “fantautrice”: ci racconti perché?

“Fantautrice” è un termine che ho coniato per definire il carattere della mia scrittura, la quale sta pian piano definendosi, appunto, come una scrittura fantastica. La cosa che mi piace più di tutte, infatti, è dare via libera alla fantasia e all’immaginazione, cercando di ipotizzare situazioni improbabili e vagamente magiche, e calandovi dentro i miei personaggi. La cosa interessante, secondo me, è proprio immaginare “che cosa avrei fatto io in una situazione del genere”. Si può dire che fantasia ed evasione siano le parole chiave dei miei racconti.

Hai pubblicato da breve il tuo primo romanzo, Il doppio perfetto: di che cosa parla?

Il doppio perfetto è una storia che prende le mosse da un episodio realmente accaduto ad un mio amico, una sorta di scambio di persona che lo ha colto di sorpresa durante un viaggio a Spoleto. Da questa strana situazione ho preso spunto per immaginare un’avventura che, molto probabilmente, avrà anche un seguito, in futuro. Il mio amico Professore, nel corso della sua vacanza, veniva sempre scambiato per un fantomatico Avvocato, con il quale la somiglianza fisica doveva essere davvero impressionante: al punto che una persona, un giorno, è andata da lui dicendogli: “C’è qui il suo assegno, Avvocato!”. Da questo episodio io ho poi tratto l’ispirazione per immaginare che cosa sarebbe successo se il mio amico avesse reagito diversamente da come ha fatto nella realtà…

C'è un personaggio che ti è rimasto nel cuore?

Dunque, se si parla di letteratura in generale, i personaggi che mi sono rimasti nel cuore sono Agilulfo, il Cavaliere inesistente di Calvino, il Mattia Pascal di Pirandello, poi Alex, il protagonista di Arancia meccanica di Borgess, e il piccolo Bastian de La storia infinita di Ende. Ce ne sono molti altri, ma questi sono i primi che mi vengono in mente. Invece, fra i miei personaggi, sicuramente il Professore de Il doppio perfetto occupa un posto speciale, perché è ispirato a questo mio carissimo amico. Nella raccolta di racconti che pubblicherò a breve (probabilmente di nuovo in self publishing), c’è anche un racconto dal titolo L’uomo allo specchio, il cui protagonista mi diverte parecchio, con le sue nevrosi e la sua assurda “patologia”.

Prima ancora di cimentarti nel romanzo, hai scritto racconti brevi e sei stata anche redattrice. Quale forma di scrittura ti incuriosisce di più?

Credo di preferire la formula del racconto: ti consente di inventare situazioni e personaggi particolarmente intensi e di concentrarti davvero sulle cose essenziali. Secondo me il racconto è lo strumento privilegiato per veicolare dei messaggi importanti, senza nulla togliere al romanzo, che però, spesso, non riesce ad essere altrettanto incisivo.

Ce n'è qualcuna che non hai ancora provato, e che magari pensi di sperimentare in futuro?

Mi piacerebbe moltissimo imparare a scrivere sceneggiature e canzoni. Chissà, forse un giorno…

Una delle tue passioni è il vino, e ne parli nel blog DegustaVini. Qual è secondo te il modo più efficace per parlare di degustazioni a chi non conosce questo mondo?

Sicuramente, rimanere semplici ed evitare troppi voli pindarici. Quello del vino è un mondo meraviglioso, tutto da scoprire, anche e soprattutto da chi non è un esperto. Coinvolgere con informazioni essenziali, spiegate senza paroloni difficili, e con la giusta dose di divertimento è secondo me la strada più efficace.

Tu sei un'autrice emergente: che cosa consiglieresti a chi, come te, vorrebbe intraprendere la carriera di scrittore?

La cosa più importante, per me, è la determinazione: dobbiamo avere una volontà di ferro ed evitare di farci condizionare da chi non crede possibile questa strada. Insistere, insistere e non arrenderci mai. E’ essenziale anche costruire una buona rete di conoscenze nel settore (in biblioteche, associazioni culturali, club di lettura, ecc…), in modo da avere sempre un ampio pubblico a cui presentare i nostri lavori. Avere dei lettori appassionati dipende molto anche dalla nostra capacità di farci conoscere dal pubblico. Infine, lavorare tanto sui dettagli, fare sempre un lavoro certosino in tutti gli ambiti (nella stesura e nell’editing dei libri, ad esempio, ma anche nel costruirsi una buona reputazione online).

BookTribu è una community che nasce dalla volontà di favorire lo scambio tra autori e lettori. Tu come vivi il rapporto con lettori e frequentatori del tuo blog?

Vorrei riuscire a costruire un rapporto il più possibile informale e amichevole con loro. Non dico diventando amica di tutti, ovviamente – sarebbe impossibile – ma cercando di intercettare con il dialogo i loro interessi, desideri, esigenze, in modo da poter offrire loro ciò di cui hanno bisogno. Spesso lancio sondaggi e cerco di coinvolgere chi mi segue per avere consigli. Oggi abbiamo la fortuna di poter interagire con estrema facilità con i nostri “destinatari”: sto facendo del mio meglio per sfruttare quest’opportunità al massimo. E’ fondamentale essere supportati da una “tribù” che condivide i tuoi stessi interessi, forse il lavoro più importante è proprio quello di costruire questa tribù.

Da lettrice, c'è un libro che ti ha colpita più di tutti gli altri?

Sono un’accanita lettrice di Stephen King e il libro che più mi ha appassionato, fra quelli letti per puro diletto, è stato It.

 

SCRITTO DA La Redazione
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