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Le parole di Clara Spada, una dedica ai Lettori Forti

06 febbraio 2017

Lettori forti. Facile dirlo, definirlo un po’ meno. Se l’anno scorso ho accettato al buio, attratta dalla proposta, quest’anno il mio assenso è più consapevole. Nonostante non sia la mia prima esperienza in materia di contest, nonostante abbia recensito su quotidiani e riviste e liberamente recensisca tutti i libri che leggo, questa definizione, forte, mi responsabilizza sia verso gli autori, sia verso i compagni di lettura.

Cari nuovi amici lettori, non scordate che qui il modo di leggere è diverso: ci si estranea da ciò che ci piace per scelta e ci si immerge nei panni di chi si offre al nostro parere. Il giudizio spetterà al pubblico. E ciò richiede estrema attenzione.

Compilare la prima scheda di valutazione è un impegno serio.  Ad ogni domanda si deve considerare l’autore ed anche il fruitore dell’opera. Vale, non vale? Per tutti o per un certo target? Intriga o ci si annoia? La trama regge? E i personaggi? L’ambientazione corrisponde al luogo e al periodo in cui è collocata? Alti e bassi nella narrazione, periodi superflui tanto per “allungare il brodo”? Ci sono troppe ripetizioni, congiuntivi sbagliati, aggettivi à go-go? Insomma si rispettano grammatica e sintassi, ormai cosa rara? Da tenere bene a mente che un errore può demolire un libro passabile, una parola al posto giusto lo può far amare.

Cari lettori, la vostra forza sta nell’uscire dai vostri panni ed entrare dentro il libro. Talvolta basta un titolo. Sto leggendo “ECCOMI” di Jonathan Safran Foer: questa parola in apparenza banale mi frulla in testa di continuo e di continuo mi illumina di significati. Anche noi dobbiamo assolvere il nostro compito ricordandola. Eccomi, libro, senza esitazioni sono pronta ad accoglierti e valutarti.

Buon lavoro agli altri quarantanove (e a me).

Clara Spada

 

SCRITTO DA La Redazione
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